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Le IPA: birre da (ri)scoprire – Le origini

Non si può negare che le IPA siano state tra le protagoniste principali della cosiddetta craft revolution, ovvero la “rivoluzione della birra artigianale”. Oggi qualche giovane lettore sorriderà nel leggere il termine rivoluzione accostato al mondo della birra… eppure solo pochi anni fa per la maggior parte di noi indovinare cosa sarebbe successo in questo settore era praticamente inimmaginabile.
Ma storicamente come sono nate le IPA e da dove ha origine questo nome?

Come si pronuncia?

Intanto togliamoci questo amletico dubbio linguistico: a chi vi dice che la pronuncia corretta è “AI-PI-EI”, potete tranquillamente rispondere che in Italia si è sempre detto IPA, così come si scrive. Anche i più storici birrai di casa nostra, così come i più leggendari publican dall’alto delle valli bergamasche fino al profondo sud di Siracusa le hanno sempre chiamate IPA.
Per carità, se dovete parlare con una persona straniera è ovvio che direte AI-PI-EI, ma tra connazionali andate sul sicuro con un italianissimo “IPA”: è un adattamento fonetico ormai di uso comune.

Ma che c’entra l’India?

E veniamo alla seconda annosa questione: ma cosa hanno a che fare queste birre con l’ India?
Eh già, perché, come ormai sanno anche i sassi, IPA è l’acronimo di India Pale Ale.
Diciamo subito, onde evitare lo scatenarsi di discussioni, che la nascita delle birre in questo stile e il nome “India Pale Ale” hanno origini diverse, che poi inevitabilmente si sono incrociate.
Per dirla in altro modo, non esiste probabilmente un legame di causa-effetto tra la nascita di questa tipologia di birre e la loro destinazione all’esportazione verso l’India, ma l’appellativo verrà assegnato a questo nuovo stile grazie alle caratteristiche intrinseche di tali birre e alla loro conseguente adattabilità al mercato indiano.
Veniamo al punto: siamo negli anni a cavallo tra il 1820 e il 1830 e l’India non è ancora formalmente una colonia britannica, ma in pratica è sotto il controllo della Compagnia inglese delle Indie Orientali fin dalla metà del 1700. E dove ci sono gli inglesi prima o poi… arriva la birra! Le navi impiegavano circa 3/4 mesi per giungere dall’Inghilterra: ed ecco che si scopre che le birre che resistono meglio alle intemperie del viaggio sono proprio quelle più luppolate e con una gradazione leggermente superiore: è fatta!


E chi le ha inventate?

A dire il vero il termine IPA non viene inizialmente usato dai produttori, ma piuttosto dai commercianti o dai rivenditori, per indicare le birre appunto adatte all’esportazione.
Se vogliamo essere puntigliosi (ma anche per soddisfare la curiosità dei tanti appassionati che ci leggono), il primo documento scritto che riporta la locuzione “India Pale Ale” o meglio “East India Pale Ale” risale al 1829 ed è un annuncio pubblicitario apparso sulla Sydney Gazette in …Australia!
Si salta poi al 1835, quando troviamo la prima traccia scritta dell’uso in madrepatria del termine “India Pale Ale” su di un annuncio sul quotidiano Liverpool Mercury.
Ma a parte queste note storiche, ciò che conta è che non esiste un birrificio o un birraio che ha inventato le IPA (si è parlato spesso di George Hodgson della Bow Brewery), ma esse sono state frutto di un’evoluzione lenta e diffusa tra diversi produttori inglesi (oltre a Bow, ricordiamo anche Bass, Allsopp, Barclay Perkins, Whitbread, Abbott, e altri) tra il 1790 e il 1830 e in seguito.

Prima traccia scritta nel 1835 di India Pale Ale - IPA

Per il momento non vi resta che provare ad esplorare tra le birre luppolate quale IPA si addice di più ai vostri gusti: potete sbizzarrirvi qui!
Quello che è comunque chiaro, è che le IPA che conosciamo oggi sono molto diverse da quelle di allora!
Nel prossimo articolo vedremo il perché.

1 commento su “Le IPA: birre da (ri)scoprire – Le origini”

  1. Pingback: Le American IPA: evoluzione della specie

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